luglio 23 2015 lavorare sul vuoto interno

CANDILLIS

L’esigenza del vuoto
La casa doppia è una tipologia “di tramite”. In questo risiede il suo maggior portato. Essa trae il suo concept e la sua organizzazione dalla formula di base della residenza unifamiliare. Similmente alla casa singola, la doppia possiede autonomia distributiva e di accesso. Se inserita nel tessuto consolidato di una città, vive, con essa, un rapporto di comunicazione diretta. Come la villa urbana, non possiede condominialità con le case contigue. Diversamente da questa, però, essa manifesta un’ambizione in più: puntare a
un rapporto di prossimità che sia qualcosa di più rispetto a un semplice accostamento. Rispetto alla ripetizione seriale di singole unità, tipica dei più consueti insediamenti di case urbane, la casa doppia, infatti, tocca la questione del “confronto a 2”, affronta il tema del primo stadio relazionale in campo residenziale, ne valuta opportunità e svantaggi, ne esplora le forme. Nel far questo, essa pone, come centrale, il tema del “doppio”, si interroga sulle tematiche dell’uguaglianza e della distinzione, del contatto
e della disgiunzione. Valuta l’opportunità del “gemellaggio”; misura la convenienza economica, ma anche il difetto di simmetria degli «alloggi abbinati mediante ribaltamento». Nelle sue migliori prove progettuali, essa si libera da meccaniche operazioni di rispecchiamento optando per composizioni più libere e diversificare. E' il primo terreno di sperimentazione per la messa a punto di soluzioni aggregative vaste e complesse: prima verifica nel percorso verso un housing collettivo ricco e appagante.
Per questo, possiamo dire che essa rappresenti un costrutto compositivo (funzionale, distributivo, strutturale) di fondamentale passaggio. La saldatura “a 2” è, infatti, il primo patto: bilanciamento di valori, sinergia reciproca tra 2 unità coinvolte, incastro foriero di massimi vantaggi per entrambe. Da una casa doppia ben congegnata può discendere un ottimo insediamento plurifamiliare. Continua

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