novembre 29 2012 Roma in costruzione. Vincitori Premio Vocazione Roma 2012

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Il progetto
Il progetto “Roma in costruzione” ha come obiettivo quello di ridefinire e ridisegnare i luoghi del cantiere nella città. Roma, da sempre simbolo della stratificazione urbana molto spesso si trova ad affrontare il problema del degrado di alcune aree interessate dai lavori.

“Roma in costruzione” è un progetto che nasce dalla volontà di mettere insieme un network di figure professionali in grado di affrontare il problema degli allestimenti cantieristici offrendo delle risposte su tre livelli distinti:
-l’abbellimento (beautification) delle barriere dei cantieri e delle proprie aree limitrofe;
-la promozione di alcuni eventi artistici e/o commerciali (installazioni artistiche, videowall, temporary store);
-una mappatura turistica alternativa per la città legata ad un portale web e ad un’ applicazione per smartphone, all’ informazione sulle aree della città interessate dai cantieri e alle iniziative organizzate in alcuni di essi al fine di promuovere percorsi turistici inediti.
Architetti, organizzatori di eventi, enti pubblici, artisti, web-designer insieme per creare delle situazioni ben legate al contesto urbano e aperte alla virtualità e alle continue trasformazioni.
“Roma in costruzione” propone all’amministrazione una regolamentazione temporale, del resto già prevista attraverso una delibera, nell’individuazione di progetti artistici, di public design al fine di creare una rete di interesse per i cittadini. Il cantiere non è più luogo del degrado urbano ma nuovo teatro del paesaggio contemporaneo: scenografia perfetta per i diversi scorci offerti dalla città.
La comunicazione in “Roma in costruzione” diventa parte fondante del progetto: il portale www.romaincostruzione.it e la relativa applicazione per dispositivi mobili informano sui percorsi trasformati ed in trasformazione, mettono in relazione le notizie sulla città e gli eventi organizzati. Passeggiare per le vie del centro percorrendo le tappe più tradizionali, potrà sorprendentemente svelare un’ anima artistica ed effimera inaspettata come, allo stesso modo, si potranno riscoprire e valorizzare le aree periferiche portando i cittadini romani e i turisti a vivere in maniera nuova la città. Il portale internet avrà il valore di un blog, o meglio di un geoblog, continuamente aggiornato: un vero e proprio database open-data contenente date di eventi, informazioni sulla città, informazioni sullo stato d’avanzamento dei cantieri.
Vivere l’ esperienza del cantiere come potenziale installazione artistica, è il primo passo per quella ricerca socio culturale che si innesca automaticamente e si concretizza nell’ interazione utente-città attraverso la condivisione di nuove esperienze e di nuove informazioni sulla città.

Il cantiere e la città
Il cantiere negli ultimi anni ha assunto un significato negativo, legato al disagio che reca alla vita nelle città. Un cantiere in genere si apre per iniziare un lavoro, una nuova costruzione e, per un periodo di tempo, comporta una trasformazione di una situazione consolidata che deve essere accettata dai cittadini. Perché, se il progetto da realizzare è frutto del lavoro di tecnici, politici, investitori e, sempre più spesso di cittadini, in una nuova visione di concertazione nella costruzione della città, al contrario, invece, il cantiere rappresenta quasi una imposizione? I termini stessi usati per la definizione di un’area di cantiere, sono legati ad una idea di limite, di circoscrizione. Un’area di cantiere si delimita, l’accesso alla stessa area viene sbarrato.
In un momento cruciale in cui ci si sofferma ad interrogarsi sul futuro delle città, sulla crisi degli spazi pubblici, il cantiere diventa uno “strumento attuativo” per cui i diversi progetti passano per essere realizzati. La domanda che ci si pone è perché il cantiere non venga mai “progettato” nonostante sia in grado di condizionare intere aree urbane per periodi lunghi. Il grande sviluppo nei mezzi della progettazione architettonica e ingegneristica molto spesso non hanno trovato un eguale sviluppo ed applicazione nell’allestimento dei cantieri delle stesse opere. Il cantiere è diventato un luogo “piegato su sé stesso”, troppo intento ed attento ad inglobare le nuove tecnologie realizzative e gestionali e poco attento a riflettere sul rapporto che intesse con i luoghi cui si confronta e che spesso occupa. Le strade sono sicuramente il palcoscenico in cui si allestisce questa sorta di scenografia postmoderna dello sviluppo e dell’urbanizzazione del territorio. Si piantano cartelli, segnali di divieto, si circoscrivono aree, si definiscono percorsi preferenziali per i mezzi impegnati nel cantiere. Tutte queste operazioni sembrano sottendere una progettualità che, sicuramente esiste, ma che tende ad eliminare una qualsiasi idea di dialogo con il luogo dove il cantiere sorge e con i cittadini che la abitano. Potremmo dire che l’allestimento di un cantiere definisce spesso i limiti del terreno dello “scontro” , diventa la rappresentazione di una resistenza al cambiamento o l’impressione di una città subita, estranea a noi e nello stesso tempo uguale a tutte le altre città.
Il cantiere sembrerebbe essere diventato una di quelle “non-qualità” che ormai accomuna ognuna delle nostre città. In quel processo di urbanizzazione mondiale le protezioni fluorescenti, i segnali catarifrangenti, le reti di protezione appartengono ad un lessico enorme, globale ma che in fondo non ci appartiene personalmente e che neanche ci unisce. Un lessico ormai lontano dalla percezione del cantiere come macchina popolare dell’immaginario collettivo fatto di eccellenze tecniche, di misteriosi linguaggi che governano altrettanti misteriosi movimenti e che esprimono un’ iconografia eroica del cantiere come sviluppo segnato nel periodo dell’industrializzazione. Si studia l’impatto, cogliendo questo termine nella sua accezione negativa, e tentando di ridurlo al minimo nel tempo per cui è previsto. Un cantiere in una strada o in una piazza, ci lascia indifferenti o, al massimo, infastiditi. Come poter migliorare questo rapporto?

Possibili strategie
L’ aspetto più interessante del cantiere è legato alla sua intrinseca caratteristica della transitorietà: nasce per dar vita a delle opere o architetture per poi sparire nel nulla senza lasciare traccia.
Il cantiere ha qualcosa da offrire anche alla città che lo ospita? Favorire inclusività piuttosto che mostrarci solo speranze meno grandiose di sviluppo? Può lasciare un segno nel tempo?
Far dialogare i cantieri presenti sulle strade e le strade stesse, con la loro conformazione e le attività che ospitano è un punto importante per iniziare un nuovo ambito di ricerca e di sperimentazione senza tralasciare gli aspetti pratici e di sicurezza che lo stesso deve avere.
L’idea è di proporre nuove tipologie di allestimento, delle finiture diverse per alcuni elementi che compongono gli allestimenti, degli usi differenti del cantiere durante le ore di pausa dal lavoro e delle attività che proseguono parallelamente alla vita del cantiere e che durano solo nel periodo stesso del cantiere. Molti esempi sono già stati realizzati e portati avanti all’interno di manifestazioni culturali, di laboratori artistici indetti dalle municipalità che si occupano dei lavori pubblici.
Idee che partono dalla volontà di definire nuovi domini pubblici, pensati, immaginati e progettati; nati dalla coesione di esigenze politiche ed economiche tipiche di un cantiere e dalla necessità sociale di continuare ad appartenere alla città, di riappropriarsene in maniera del tutto nuova ed inedita. Si crea una mappatura di eventi, installazioni, allestimenti, mostre o vere e proprie architetture parassite che si sovrapporranno alla semplice mappatura dei cantieri stradali, legata esclusivamente a notizie sulla viabilità quali deviazioni o sbarramenti lungo il percorso. L’allestimento esce dalla sola sfera spaziale del posizionamento lungo una strada e si carica di valori e qualità temporali. Diventa altro da sé, acquista un valore artistico, comunicativo funzionale, nuovo e si “disloca” nella virtualità di mappature che corrono sul web.
Nella realtà, invece, la transitorietà di una “ameba” architettonica offre risposte alle continue richieste di tipo funzionale, economico, sociale, politico e rappresentativo che spesso le strade o le piazze di Roma perdono durante la durata dei lavori. La capacità di rispondere costantemente a dinamiche di cambiamento attraverso processi di progressivo adattamento con la duplice valenza di rispondere alla necessità di evitare l’abbandono di alcune strade oggetto di lavoro e la possibilità di aggiungere valore di tipo comunicativo, funzionale o, addirittura, estetico sovvertendo completamente quello che è il pensare comune e, spesso la realtà, dell’ abbandono urbano nelle strade dove sono presenti lavori. Cambiare il contesto ambientale aiuterebbe a modificare i comportamenti sociali anche perché le strade sono sempre più spesso concepite per le automobili e non per le occasioni di vita sociale e culturale. “Re:Construction” organizzato dalla società Dowtown Alliance a New York è un esempio di questo genere che è riuscito a creare un circuito economico virtuoso. La Dowtown Alliance oggi conta investimenti per circa 1,5 milioni di dollari.

Roma in costruzione. Site-specific
Definiti tramite un sistema tipico del social network i siti all’interno della città che necessitano di un intervento di “Romaincostruzione” si definiscono seocndo tre diverse modalità di intervento possibili:
01.La linea / Fence set up
L’allestimento lungo le barriere di protezione diventa un supporto comunicativo, decorativo e artistico, poco invasivo senza che interferisca con i parametri di sicurezza nell’ esecuzione dei lavori. Il cantiere diventa un supporto per opere, perlopiù artistiche e di comunicazione che indicano al cittadino l’oggetto e i tempi di realizzazione dei lavori in atto o altre informazioni relative alla città.
02. Architettura parassita / Growing fence
In questo caso l’allestimento lungo le barriere dei cantieri urbani acquista uno spessore spaziale ben preciso e si integra con elementi architettonici veri e propri: pensiline di attraversamento, info-point, bike-sharing, temporary store. L’elemento artistico e performativo completa le funzioni di supporto alla città, agli abitanti e ai turisti. La “vita” del cantiere e la sicurezza al suo interno non sono compromesse, si tratta di allestimenti “parassiti”, in aggiunta all’esistente. Questa categoria di allestimento, ancor più della precedente, riesce a intrecciare in maniera convincente l’aspetto di riprogettazione di ambiti del degrado con esigenze pratiche di fattibilità.
03.Arte / Eventi
I cantieri possono essere usati come veri e propri siti per installazioni artistiche; diventare essi stessi teatro di manifestazioni e accadimenti urbani, coinvolgere i cittadini facendoli diventare pubblico di eventi che si svolgono al suo interno o nell’ immediate vicinanze.

Roma in costruzione. Open-web
Parlare di un portale web di Roma per uscire dalla sola sfera locale e per entrare in un sistema reticolare continuamente aperto ed implementabile grazie ad una mappatura nuova; è questa un’ occasione per avvalersi di un’ ulteriore mezzo di conoscenza della città, da cui scaturisce una dimensione narrante basata sulla forte personalizzazione dello spazio. Potrebbe cioè entrare in gioco la cosiddetta percezione individuale degli elementi che compongono lo spazio. Da essa si passa poi ad un racconto altrettanto individuale, in cui le sensazioni percepite man mano che si osserva, si tocca, si ascolta, si odora un luogo, e quindi man mano che si fa esperienza di esso, trasformano le immagini ambientali consuete, cui si è generalmente abituati, in qualcosa di diverso. La città che in questo modo si viene a creare viene comunicata proprio attraverso il portale web, che diventa un blog, o meglio un geoblog, attraverso cui i cittadini di Roma o i potenziali turisti, possano dialogare con la mappa virtuale della città: più alto è il numero di utenti che interagisce attraverso il web, con “Roma in costruzione”, maggiori sono le possibilità di dare origine ad un’ organizzazione spaziale ed estetica rispondente alle esigenze dei visitatori. Tutti saranno invitati attraverso il portale web e le applicazioni per dispositivi mobili ad aggiornare direttamente le notizie sullo stato dei cantieri e su situazioni interessanti per creare eventi o su angoli di città che necessiterebbero di una maggiore attenzione perchè degradati dalla presenza di un cantiere.
Il sito www.romaincostruzione.it e la relativa Applicazione per dispositivi mobili raccoglie esperienze vissute, eventi, notizie sui luoghi della città grazie alla partecipazione attiva di tutti gli utenti. Il sistema di mappatura funziona grazie ad un doppio contributo: da una parte le segnalzioni che vengono dalle istituzioni e dall’altra il contributo che viene apportato da ogni ingolo cittadino. Ognuno può registrare il proprio account, contribuire ad implementare il data-base informativo segnalando delle nuove situazioni di interesse o di degrado generate da cantieri in corso o, semplicemnte, votare per uno dei luogiìhi segnalati affinchè possa aumentare il suo “rating” e divenire quindi un luogo oggetto di uno degli interventi di “Romaincostruzione”.

Roma in costruzione. Strategie realizzative
Il progetto “Roma in costruzione” ha l’obiettivo di innescare un circolo virtuoso di natura sociale,economica e lavorativa. “Roma in costruzione”, attraverso l’abbellimento della città, influisce:
-sui sistemi di organizzazione e di partecipazione dei cittadini nel controllo e nella “progettazione” degli spazi urbani;
-sulla promozione di nuove forme di mobilità sostenibile;
-sul rilancio del lavoro creativo e di modalità di partecipaizone economica nuova. La realizzazione degli interventi è resa possibile grazie alla firma di un accordo preventivo fra le imprese impegnate a compiere le opere e la pubblica amministrazione che opera sul territorio comunale in quel momento. I contributi economici pattuiti fra il soggetto privato e pubblico al momento della firma del contratto saranno integrati da un sistema di donazioni spontanee, secondo il modello del crowdfunding.
Un’economia più orientata in senso sociale: nell’era della crisi è una necessità urgente e insieme una prospettiva di sviluppo. Una società no-profit come “Roma in costruzione” coinvolgerebbe il privato e in particolare il privato sociale nella costruzione di un modello

 Progetto: STRATO/ martino fraschetti - vincenzo tattolo

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